CONOSCI LO WATSU?

06/12/2018

Quando ho fissato l’appuntamento con Italo Bertolasi, istruttore di Watsu®, non sapevo bene cosa aspettarmi: una sorta di lezione di acquagym? Uno yoga in acqua? Assolutamente no, lo watsu® non è nulla di tutto ciò e solo un operatore certificato può riuscire a spiegare anche con le parole di cosa si tratta. Il termine Watsu® deriva dall’acronimo tra le parole Water e Shiatsu ed è una vera e propria arte finalizzata a liberare il corpo dalle tensioni in cui è imprigionato a causa di stress, cattive abitudini o fobie, ascoltando e assecondando i bisogni fisici e emozionali del corpo. L’acqua, con tutte le sue valenze curative, spirituali ed energizzanti, è la dimensione ideale in cui abbandonarsi senza remore per ascoltare il proprio corpo e recuperare la leggerezza e il benessere perduti. Lasciandosi andare all’acqua anche solo passivamente, senza alcun movimento particolare, il corpo sblocca il suo apparato di controllo che lo tiene teso e ritrova la sua serenità. Non ci sono controindicazioni di nessun tipo, ed è ideale anche per chi ha la fobia dell’acqua.

Nella pratica bisogna vincere una prima diffidenza e riuscire ad affidarsi, anzi, letteralmente ad abbandonarsi completamente all’istruttore che, come una culla (che, infatti, è la posizione tipica con cui si inizia la seduta) ti tiene sospeso in acqua dandoti la possibilità di non pensare più di nulla e liberare ogni emozione. Possono poi seguire stiramenti, rotazioni e digitopressioni su determinate zone del corpo. Il risultato? Un profondo senso di rilassamento, i nervi si sciolgono, le tensioni si allentano, la mente vola lontano. L’acqua calda (tra un minimo di 32 e un massimo di 36 gradi) e poco profonda (1,20 mt) e l’ambiente silenzioso e solitario (le sessioni solitamente sono individuali ma possono crearsi anche dei gruppi) fanno il resto. E alla fine dell’ora si fa davvero fatica a tornare alla realtà.

 

BOX

La nascita di questa tecnica, alle cui origini c’è sicuramente una componente sacra e spirituale, risale agli anni ‘80 quando il poeta Harold Dull, dopo aver studiato Zen Shiatsu in Giappone con il maestro Masunaga, cominciò a sperimentarne e a praticarne i movimenti nell’acqua calda delle sorgenti termali di Harbin Hot Spring in California. In Italia si diffuse oltre 25 anni fa grazie all’interesse che il reparto di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale di Mestre dimostrò nei confronti del lavoro in acqua per le donne in gravidanza. Oggi la sede principale della scuola permanente di Watsu Italia è in Toscana, vicino a Scansano (Gr), presso l’azienda agricola biologica Sasseta Alta di Cristina Levi. Altri luoghi dove è possibile provarlo sono i centri termali, per via delle acque che hanno tutte le caratteristiche (temperatura, altezza, assenza di cloro) necessarie allo svolgimento di questa disciplina.

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