Gli orti segreti della Serenissima


Gli orti segreti della Serenissima

Tra giardini mistici, vigne ritrovate e broli gourmet


Pochi forse sanno che l’”orto gourmet” – così come lo concepiamo oggi, un giardino dove far crescere piante ad uso commestibile, ma anche un simbolo con una forte valenza culturale e sociale – divenne una vera moda nella Venezia del ‘500 e che quella che conosciamo come una città di merletti marmorei e pavimenti in trachite, era un tempo completamente verde, coperta di erba e giardini. Non a caso le piazze veneziane si chiamano “campi” e le vie “salizade” perché erano, appunto, selciate. Sin dalla sua nascita, Venezia era, infatti, autosufficiente per quanto riguardava la coltivazione di frutta, ortaggi ed erbe aromatiche; attività che ai tempi di maggior splendore della Serenissima Repubblica di Venezia divenne un vero e proprio fenomeno oggetto di studi, pubblicazioni e grandi investimenti. L’Orto Botanico di Padova, il più antico al mondo, nasce, infatti, nel 1545 sotto il dominio e per volere dell’allora Repubblica di Venezia.

Andiamo, quindi, alla scoperta di alcuni tra gli orti e i giardini “segreti” più belli della città lagunare e del Veneto, mete inusuali per trascorrere qualche ora tra cultura, design ed enogastronomia.


Il nostro viaggio inizia da uno degli esempi più affascinanti di Hortus Conclusus, termine latino che indicava un giardino chiuso ove asceti e credenti potevano avvicinarsi a Dio tramite la meditazione. Chissà quante volte siamo scesi alla Stazione di Santa Lucia a Venezia, frettolosi di giungere alla nostra destinazione. Eppure, proprio dietro gli alti muri che confinano con i binari, si cela uno degli orti più segreti della città lagunare. E’ il meraviglioso Giardino Mistico del Convento dei Padri Carmelitani Scalzi, risalente al XVII secolo, che nel 2015 è stato completamente ristrutturato dall’Architetto Giorgio Forti in collaborazione con il Consorzio Vini Venezia con l’obiettivo di promuovere le antiche varietà viticole della Laguna e ripristinarne la tradizione.

La coltivazione della vite è stata, infatti, uno dei commerci più floridi della Serenissima Repubblica

di Venezia sin dalla sua nascita: basti pensare che fino al 1812, secondo il Catasto Napoleonico, c’erano ancora 300 ettari coltivati a vigna nelle isole della Laguna, di cui oggi ne rimane solo il 10%.



Una tradizione rafforzata nel corso dei secoli dai tanti ordini religiosi presenti a Venezia, e, in particolar modo, da quello dei Carmelitani Scalzi che vede proprio nel trinomio vita-uva-vino l’essenza stessa della sua nascita. Le radici dell’ordine risalgono, infatti, alla fine del XII secolo quando un gruppo di Crociati si insedia alle pendici del sacro Monte Carmelo, in Israele, il cui nome Karmel significa “giardino fiorito”. Nella seconda metà del 1500 Teresa di Gesù dà vita alla comunità degli Scalzi, prima donna a creare un ordine iniziando proprio dal ramo maschile, che fonda l’essenza del suo credo nell’unione tra Dio, Uomo e Natura.

Qui, con tour guidato su richiesta o, senza prenotazione, ogni sabato mattina con entrata libera, si può visitare il meraviglioso vigneto composto da 17 varietà di uva tra cui le principali che si coltivavano in Laguna, come la Dorona e la Malvasia, e quelle internazionali maggiormente legate alla sua storia comprese varietà armene e provenienti dalla Terra Promessa. I vini e tutti gli altri prodotti del Convento, tra cui la celebre Acqua di Melissa, sono acquistabili presso la bottega interna.


È invece l’isola di Sant’Erasmo l’orto di Venezia per eccellenza dove, sin dal medioevo, venivano coltivate la maggior parte delle verdure consumate nella città veneta. La seconda isola della Laguna per grandezza, già nel ‘500 veniva descritta da Francesco Sansovino come straordinariamente ricca di orti e vigneti grazie alla sua eccezionale fertilità. Qui sono prodotte alcune delle primizie veneziane più famose al mondo come le celebri “castraure”, piccoli carciofi di un caratteristico colore viola. Alle delizie vegetali dell’isola oggi se ne aggiunge un’altra: la piccola cantina Orto di Venezia, nata da un’idea dell’imprenditore francese Michel Thoulouze, dove si si produce un ottimo vino bianco invecchiato 5 anni e prodotto con metodi rigorosamente naturali. Sant’Erasmo, facilmente raggiungibile in vaporetto da Treporti o dalle Fondamenta Nove a Venezia, vale davvero una visita per una degustazione alla cantina Orto di Venezia o una gita in bicicletta per comprare le sue deliziose primizie presso una delle aziende agricole dell’isola.




Per dar vita sempre a nuove e saporite combinazioni al palato, oggi molti chef veneziani coltivano piccoli orti per poter utilizzare nei loro piatti fiori ed erbe della Venezia nativa a rischio di scomparsa. Tra gli orti gourmet più belli possiamo sicuramente citare quello curato dalla brigata dello chef Fabio Trabocchi all’Isola delle Rose dove sorgono il resort JW Marriott Venice e il ristorante stellato fine dining Fiola at Dopolavoro. Oltre all’orto panoramico con vista sulla laguna, qui vengono coltivati anche un centinaio di uliveti che danno vita all’unico olio prodotto a Venezia, disponibile per degustazioni all’interno del resort.


Altro meraviglioso orto immerso nel verde è quello del Venissa Wine Resort, un paradiso gourmet racchiuso in un antico “clos” circondato da mura medievali ai piedi della Chiesa di San Michele Arcangelo, di cui oggi rimane il suggestivo campanile trecentesco, situato nell’Isola di Mazzorbo, una tra le più vere e meno turistiche di Venezia, collegata da un ponte alla vicina Burano.

Nel 2010 l’antica casa padronale della tenuta è stata ristrutturata inseguendo il sogno visionario di Gianluca Bisol di ridare vita alla Dorona, l’uva d’oro dei dogi veneziani ed unica vigna autoctona di Venezia, che aveva per caso riscoperto durante una visita a Torcello nel 2002.




Il Wine Resort, oggi gestito da Matteo Bisol, comprende 2 diverse offerte culinarie, il Ristorante stellato Venissa e l’Osteria Contemporanea, entrambi sotto la guida degli chef Chiara Pavan e Francesco Brutto che lavorano una materia prima che proviene per il 90% dalla laguna, in particolare dall’isola di Sant’Erasmo e dall’orto di Venissa, coltivato senza alcun uso di pesticidi perché l’aria salata nebulizzata dal vento sulle colture ha un effetto di sterilizzazione naturale.


Parlando della Serenissima non si può non ricordare i suoi traffici con il lontano Oriente e la supremazia raggiunta, già dal Medioevo, nell’arte profumiera. Custode di questa antica tradizione è il brand The Merchant of Venice che continua la coltivazione della Rosa Moceniga, fiore veneziano dalla lunga storia che venne originariamente importato in Francia dall’antica Cina e lì coltivato da Giuseppina Bonaparte.

Lucia Mocenigo, nobildonna veneziana, sua grande amica ed appassionata anch’essa di giardinaggio, importò la rosa a Venezia e la coltivò nella dimora Mocenigo ad Alvisopoli, nel cui roseto ha continuato a fiorire per più di duecento anni. Oggi il profumo Rosa Moceniga è tra i più amati tra quelli creati dall’azienda di alta profumeria tanto che gli sono stati dedicati vari trattamenti alla Spa The Merchant of Venice all’interno del resort San Clemente Palace Kempinski ed un profumatissimo roseto.



Il nostro viaggio alla scoperta degli orti della Serenissima non può, tuttavia, limitarsi alla sola provincia di Venezia. All’apice del suo splendore, infatti, il suo dominio andava da Bergamo sino alla Dalmazia passando per il Cadore.



L’influenza veneziana patrizia è ancora visibile nella meravigliosa Villa Cordevigo Wine Relais, nel cuore del Bardolino classico, la zona a vocazione vitivinicola del Lago di Garda, celebre per essere chiamata “il paradiso mediterraneo veneto”. Relais & Châteaux 5 stelle lusso, al suo interno si trova anche il Ristorante Oseleta, una stella Michelin dal 2013, affacciato sul paesaggio bucolico dei vigneti che circondano la magnifica tenuta. E’ la valorizzazione dell’antica cultura agricola del Bardolino classico che ispira la sua filosofia, unita alle “emozioni” che lo chef Marco Marras, alla guida della giovane brigata di cucina dal 2020, ha portato con sé dalle sue esperienze internazionali.

Una passione “sostenibile” fortemente condivisa dalla proprietà, ed in particolare da Lorenza Delibori, Maître de Maison, che ha portato all’utilizzo per oltre la metà del fabbisogno del ristorante di ingredienti di provenienza locale da contadini, casari e allevatori della zona del Lago di Garda e alla creazione di un magnifico orto giardino votato alla coltivazione di prodotti tipici della Sardegna e del Veneto all’insegna della tradizione e della biodiversità.

Nel Cadore, troviamo, invece due meravigliosi orti gourmet d’alta quota. E’ quello della bucolica Baita Prà Solìo, situata a San Vito di Cadore in un’ampia distesa verde incoronata dalle più belle cime dolomitiche, un vero paradiso per gli amanti della buona cucina “di una volta” e dei vini di ricerca. Qui, grazie a una riuscita contaminazione tra generazioni, papà Tito, artista del legno, e sua figlia Arianna lavorano fianco a fianco tra tradizione e innovazione regalando ai propri ospiti una vera esperienza di gusto squisitamente cadorino.

Grande attenzione è riposta nei prodotti a Km0 e nelle eccellenze locali: marmellate, confetture e verdure sott’olio vengono preparate in casa utilizzando esclusivamente i prodotti stagionali dell’orto, così come le patate per gli squisiti gnocchi a base di ortiche o rape rosse. Per un’esperienza davvero unica, situato proprio vicino all’orto, si può prenotare un tavolo più unico che raro, costruito dentro una vecchia botte da vino dalle instancabili mani di Tito che ha dato vita a una piccola opera d’arte, il luogo ideale dove coccolarsi con una cenetta a lume di candela, scegliendo tra vari percorsi di degustazione.



A Cortina d’Ampezzo, immerso in un bosco di larici a 1664 metri d’altezza sotto le cime del Monte Cristallo, troviamo, invece, l’agriturismo El Brite de Larieto è un vero paradiso di gusto e charme che onora la tradizione ampezzana con una deliziosa cucina farm-to-table.

Gestito da Ludovica e lo chef Riccardo Gaspari, custodi della memoria e del patrimonio culturale di uno stile di vita alpino di cui sono anche ambasciatori nel mondo dell’alta enogastronomia, nel 2017 hanno aperto, a pochi km dall’agriturismo, anche il ristorante stellato SanBrite che offre una cucina più creativa e sperimentale, sempre impiegando, quasi esclusivamente, i prodotti naturali che provengono dalla vicina fattoria di famiglia e da raccolta spontanea nei boschi.

Nella vallata antistante il SanBrite, la coppia ha creato un orto biologico, talmente suggestivo che, oltre a fornire le materie prime per la cucina, nella bella stagione fa anche da cornice a pranzi gourmet organizzati nel tavolone conviviale in legno con vista sulle meravigliose vette delle Tofane.



Arrivederci al prossimo itinerario “Secret”!


Indirizzi utili


Convento dei Padri Carmelitani Scalzi

Cannaregio 54 30121 Venezia

Tel. +39 041 82224006


Orto di Venezia

Via delle Motte 1 Sant’Erasmo 30141 Venezia

Tel. +39 348 8727500


Fiola at Dopolavoro

Isola delle Rose 30133 Venezia

Tel. +39 041 8521300


Venissa Wine Resort

Fondamenta di Santa Caterina 30170 Mazzorbo, Venezia

Tel. +39 041 5272281


The Merchant of Venice Flagship Store

Campo San Fantin San Marco 1895 30124 Venezia

Tel. +39 041 2960559


San Clemente Palace Kempinski

Isola San Clemente 1 30124 Venezia

Tel. +39 041 4750111


Villa Cordevigo Wine Relais e Ristorante Oseleta

Località Cordevigo 37010 Cavaion Veronese, Verona

Tel. +39 045 7235287


Baita Prà Solìo

Via Geralba 11 32046 San Vito di Cadore, Belluno

Tel. +39 347 1628505


El Brite del Larieto

Località Larieto, Strada Passo Tre Croci 32043 Cortina, Belluno

Tel. +39 368 7008083


SanBrite

Località Alverà 32043 Cortina d’Ampezzo, Belluno

Tel. +39 0436 863882



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