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I segreti delle colline del Prosecco

I segreti delle colline del Prosecco

Tra frasche con vista, vigneti eroici e trattorie gourmet


Le Guide Secrets

di Lavinia Colonna Preti, founder di Luoghi Secrets Srl



Venticinque anni di esperienza nel marketing strategico internazionale tra Milano, Londra e NY, imprenditrice della comunicazione, fotografa e grande appassionata di arti visive, dal 2018 assessore ai beni culturali e turismo del comune di Treviso, nel 2017 Lavinia ha creato le Guide Secrets, oggi punto di riferimento in Lombardia e in Veneto per tutti coloro che cercano luoghi unici che offrano un'esperienza al tempo stesso estetica e culinaria.

La rubrica “Itinerari Secrets” nasce dalla collaborazione tra Good Living e Luoghi Secrets, progetto digitale che racconta le regioni italiane attraverso i migliori indirizzi del territorio, esclusivamente selezionati e fotografati da persone del luogo, che rappresentano un’eccellenza dal punto di vista estetico e culinario. Luoghi Instagram-friendly, radicati nella storia e nella tradizione, che sanno essere allo stesso tempo aperti al futuro, dove è possibile vivere emozioni uniche.

Ristoranti, bistrot e cantine segrete dove le cose buone di una volta incontrano sapori gourmet, dimore storiche, ville e palazzi che hanno fatto la storia, hotel e Relais & Chateaux punto di riferimento dell’ospitalità internazionale, sino agli atelier e alle botteghe di artigianalità̀ artistica ed enogastronomia dove nascono opere d’arte e prodotti unici al mondo.

Le guide Secrets, che comprendono ad oggi Lombardia Secrets, Veneto Secrets, Friuli Venezia Giulia Secrets e Toscana Secrets, nascono dall’idea dell’imprenditrice digitale Lavinia Colonna Preti con la vision di creare guide esperienziali “secrets” in tutte le principali Regioni d’Italia.


Le meravigliose Colline del Prosecco dal 2019 sono diventate Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO per l’eccezionale valore di un paesaggio unico al mondo. Famoso per i caratteristici vigneti coltivati sulle terrazze adagiate sulle ripide colline, sin dal 17° secolo questo terreno è stato modellato eroicamente dalla mano dell’uomo che ha dato vita a un particolare panorama geometrico formato da filari di viti parallele e verticali rispetto alla pendenza.

Il nostro itinerario si snoda attraverso questa meravigliosa terra, alla scoperta di alcune tra le più belle cantine, ristoranti e hotel che basano la loro filosofia sull’eccellenza dei prodotti e del rispetto delle tradizioni del luogo.



Percorrendo la SP36, la lunga strada panoramica che si snoda per chilometri tra viste mozzafiato in direzione Valdobbiadene, giungiamo in zona Santo Stefano, il cuore pulsante delle colline del Cartizze, “grand cru” del Prosecco e vertice qualitativo della Denominazione.

Qui, non si può che iniziare il nostro viaggio visitando l’indirizzo più “secret” delle Colline del Prosecco: si tratta della Cella Vinaria della Confraternita del Prosecco la cui storia inizia nella seconda metà dell’800 quando la famiglia Brunoro comincia a produrre a casa, proprio nel centro di San Pietro di Barbozza, il prosecco rifermentato in bottiglia che all’epoca chiamavano semplicemente “vin col fondo”. Pioniera del suo commercio, negli anni ’20 è tra le prime ad etichettarlo, quando ancora veniva prodotto solo per autoconsumo, e, intorno al 1930, Isidoro, appassionato enologo, crea di fianco a casa la prima cantina “professionale” della zona insieme a Giuliano Bortolomiol, Umberto Bortolotti e Mario Geronazzo.


Nel 1946 danno vita, con l’aiuto di altri enologi, alla Confraternita del Prosecco di Valdobbiadene con il nobile obiettivo di aiutare il territorio a risollevarsi dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla tutela e valorizzazione del suo frutto principale, il Prosecco. Come sede della Confraternita scelgono proprio la grotta di affinamento a volta, risalente al 1931, parte della cantina della famiglia Brunoro che oggi si trova all’interno della sala degustazione di Casa Brunoro delle Cantine Varaschin, azienda nata dall’unione delle due famiglie grazie all’amore sbocciato tra Emma Brunoro e Matteo Varaschin.



Varcare la soglia della grotta è un’emozione fortissima: sarà per il profumo inebriante, le pareti colme di vecchie bottiglie e cimeli storici, ma soprattutto per lo stupore che destano i bellissimi affreschi allegorici creati nel 1966 dall’artista Gigi Cappellin che ricoprono le volte. La Cella Vinaria è oggi visitabile e la famiglia Varaschin accompagna i suoi ospiti in un magico tour alla scoperta dei segreti della Confraternita che comprende anche la visita al museo del Prosecco e all’antica cantina di famiglia, mentre Casa Brunoro, situata proprio nel centro di San Pietro di Barbozza, è perfetta per una merenda o un aperitivo.


La zona di Valdobbiadene è anche sinonimo di viste mozzafiato sulle celebri colline che hanno meritato il riconoscimento UNESCO.

Tra le più famose c’è, infatti, quella che offre Terrazza Garbara, che si trova in cima alla collina del Cru Cartizze a Santo Stefano, dove si possono assaggiare i vini dell’omonima azienda, la prima del territorio a sperimentare il Cartizze Superiore Metodo Classico (quando il Prosecco si ottiene tradizionalmente con il metodo Charmat).

A Guia, si trova, invece, la Frasca Marchet, un piccolo casale in pietra, dal nome delle tipiche rivendite di vino che si costruivano per dare refrigerio sotto le frasche, che si erge contro le ripide rive dove vengono coltivati i filari di vite.

Gestito dalla famiglia De Stefani, la Frasca Marchet offre l’emozione di vivere la vita contadina di un tempo. Nulla è, infatti, cambiato tra le sue antiche mura che hanno resistito, immutate, a due Guerre Mondiali: all’interno si possono ancora vedere la mangiatoia per gli animali, gli utensili per andare in vigna e il bel tavolone in legno che il nonno usava nella sua macelleria. Qui si degustano esclusivamente i prodotti di “famiglia” come il Prosecco DOCG in ben sette varietà e i buonissimi salumi prodotti come da tradizione, oltre che formaggi di malga e specialità del territorio. E se nei mesi freddi ci si può rifugiare dentro la Frasca, d’estate c’è solo l’imbarazzo della scelta tra le panche sotto gli ombrelloni in giardino, gli sdrai sulle rive e i tavolini tra i filari di vite, ovviamente tutti con vista sulle colline circostanti.


Dopo le “viste” celebri, un’altra esperienza caratteristica delle Colline del Prosecco da provare assolutamente sono la griglia o lo spiedo, metodi di cottura tipici della zona, in particolare per la preparazione delle carni da cortile. Indirizzo imperdibile è la storica Trattoria alla Cima, situata a pochi minuti dal centro di Valdobbiadene, divenuta celebre oltre che per le carni cotte ad arte, per la Cena tra le Vigne, servita nella bella stagione tra i pittoreschi filari di vite circondati da fiori e lanterne. In inverno, si prenota nella bellissima veranda con vista sui terreni della famiglia di Isidoro Rebuli, che gestisce il ristorante dal 1969, deliziando gli ospiti con piatti della tradizione locale e carni alla griglia preparate ancora con la stessa, segretissima, ricetta inventata da nonno Antonio.



A solo un km dalla trattoria, si può pernottare letteralmente “dentro” alla storia di Valdobbiadene nel Boutique Hotel Municipio 1815 che completa la proposta di hospitality della famiglia Rebuli. La struttura era, infatti, proprio l’antico municipio del paese, costruito nel 1815 e adibito a sede comunale di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Guia. Oggi è stato trasformato in un bellissimo boutique hotel di design gestito dall’event designer Anne Vendramini che offre una magnifica terrazza panoramica dove viene servita la colazione à la carte.


Proseguendo nel cuore del Cartizze, la “grand cru” del prosecco, incontriamo il ristorante Salìs, dal nome dato dai contadini alla speciale composizione del terreno della zona, originato da antichi sollevamenti marini e ricco quindi di quei preziosi minerali che donano al vino Cartizze un sapore unico.



Oltre alla meravigliosa vista, da Salìs si incontra il talento della chef Chiara Barisan che propone piatti della tradizione rivisitati con accenti creativi e grande attenzione alla materia prima ed alla stagionalità. Il ristorante è ospitato all’interno di una struttura più ampia, l’Agriturismo i due Carpini, che offre camere con vista sulla natura, divise tra la struttura principale, Casa Salìs, ed una dependance raggiungibile passeggiando tra le vigne, Casa Due Carpini. Attraverso le enormi vetrate a tutta altezza potrete ammirare appena svegli una vista incredibile e lasciarvi coccolare da un’ottima colazione fatta in casa.


Un altro indirizzo per pernottare all’insegna della tradizione, è Locanda Sandi, meravigliosa casa colonica ristrutturata di inizio ‘900. Qui si può vivere il meglio della tradizione veneta, prenotando un pranzo nella suggestiva veranda, facendo shopping dei blasonati vini Villa Sandi alla Bottega o lasciandosi coccolare in una delle camere dallo spirito deliziosamente country. Il genuino calore e senso “di casa” che si respira non appena si arriva alla Locanda interpreta con classe la tradizione rurale di queste colline e si accompagna a una straordinaria cura del particolare: pizzi e tovaglie ricamate a mano, porcellane e tendaggi dal delizioso decoro floreale e romantiche abat-jour sono solo alcuni dei dettagli che impreziosiscono gli ambienti.



A pochi chilometri, si può visitare Villa Sandi, maestosa residenza risalente al 1622 a Crocetta del Montello, oggi sede dell’omonima azienda vinicola, che ospita una delle cantine più belle e ricche di storia del Veneto, il cui nucleo centrale risale ai primi del ‘700.


Abbandonata all’alba della Prima Guerra Mondiale, la Villa divenne sede del commando militare italiano.


E’ in quegli anni che viene scavata una rete di cunicoli segreti che portano fino al Piave per servire da collegamento diretto con il fronte. Ci è facile immaginare il ruolo che queste gallerie ebbero nel corso della Battaglia del Solstizio nel 1918, durante la quale le truppe italiane riuscirono a fermare quelle austro-ungariche, e quindi la loro importanza nel tramandare la memoria dei valorosi soldati che ne presero parte.


Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Villa è ancora parte attiva del conflitto, prima come rifugio del Collegio Vescovile di Treviso e quindi come deposito e officina dell’esercito tedesco, per poi rimanere disabitata sino fino ai primi anni ’80 quando viene acquisita dalla famiglia Moretti Polegato che ne fa la sede di rappresentanza della propria attività vinicola.

Dopo un restauro conservativo durato circa un decennio, oggi è stata riportata al suo antico splendore, e, prenotando una visita guidata con degustazione, si possono ammirare la cantina storica, i vari passaggi segreti, nonché le stanze dove soggiornarono Napoleone Bonaparte, Antonio Canova, gli scrittori Caccianiga e Corso e il pittore Schiavoni, a testimonianza di un passato importante.


Arrivederci al prossimo itinerario “Secret”!