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ITINERARI SECRETS - Milano e la nascita del design



Un itinerario "firmato" tra i maggiori musei, gli atelier cult e i più bei ristoranti di design


Milano e il design, una lunga storia d’amore. la “fiamma rinascimentale”, come definita da vari critici, che eleverà la città meneghina a capitale del design mondiale inizia alla fine degli anni ’40.

siamo nell’Italia del secondo dopoguerra che vede nella promozione della relazione tra industria,

arte e società una necessità spinta dalla moneta forte e dal bisogno di convertire in civile, dopo lo

sforzo bellico, la produzione di molte fabbriche.

sarà, soprattutto, una nuova generazione di giovani architetti – franco albini, i fratelli Livio, Pier

Giacomo e Achille Castiglioni, Marcello Nizzoli, Alberto Rosselli e Marco Zanuso solo per citarne

alcuni – ad iniziare a cimentarsi per la prima volta, oltre che nella progettazione edile, anche nella

creazione di oggetti per la casa, gettando le basi di quello stile unico che, unendo tecnica ed

artigianato con un pizzico di follia italica, definisce i tratti distintivi del made in Italy.

andiamo alla scoperta delle tappe imprescindibili del design a Milano, dai principali musei e atelier

storici che ne hanno segnato la storia sino alle tappe gourmet dove poter gustare un pranzo o un

aperitivo in compagnia degli oggetti più belli del mondo.


Il nostro itinerario non può che partire da quello che, simbolicamente, è il cuore del design milanese: la Triennale di Milano, la cui affascinante storia si fonde con quella della fortuna del Made in Italy e di alcune tra le pagine culturali più significative del nostro Paese.




La Triennale di Milano – Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna nasce nel 1933, grazie al lascito testamentario dell’imprenditore, politico e mecenate Antonio Bernocchi che aveva donato al Comune la somma per la costruzione della sua prima sede milanese, l’allora Palazzo Bernocchi, sotto la guida degli architetti Gio Ponti e Mario Sironi.

Con una sola interruzione a causa della Seconda Guerra Mondiale, la mostra acquista via via negli anni sempre maggior autorevolezza e centralità, aggregando attorno a sé i grandi talenti creativi che stavano nel frattempo emergendo in Italia nel settore della progettazione industriale.

La sua rilevanza nel panorama creativo internazionale culmina nel 2007 con l’inaugurazione del Design Museum, primo museo permanente del design italiano al mondo. Con un patrimonio di ben 1.600 oggetti, esso rappresenta una straordinaria opportunità per conoscere il meglio della produzione italiana; in particolare quella che precede il Boom Economico degli anni ’60 quando, per la prima volta, l’opera dei designer arriva nelle case degli italiani che scoprono gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo, sino alla nascita della cultura pop che, agli albori degli anni ’70, rende le sue icone protagoniste del design stesso.

E, tra una mostra e l’altra, si può fare una pausa al Caffè Triennale oppure al Caffè in Giardino in estate, mentre per un pranzo panoramico si può salire alla Terrazza Triennale – Osteria con Vista, una serra trasparente con vista su Parco Sempione e lo skyline di Milano.



A pochi minuti a piedi dalla Triennale, in Piazza Castello, un’altra tappa obbligata: l’emozionante studio di Achille Castiglioni che, rimasto intatto dalla sua scomparsa nel 2002, offre la straordinaria opportunità di percepire la visione e l’ispirazione creativa del designer attraverso i suoi schizzi, i libri e le riviste che collezionava e gli oggetti di uso comune a cui si ispirava.

Nato a Milano nel 1918 e laureatosi in Architettura nel 1944, insieme ai fratelli Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968), il suo genio ha, infatti, contribuito a far nascere il fenomeno del design industriale negli anni ’40 e della conseguente mitizzazione del Made in Italy come sinonimo di alta ingegnerizzazione, qualità e stile mai subordinato alle mode effimere. Per dare l’idea della sua legacy progettuale, basti citare che nella sua carriera vincerà ben 9 Compassi d’Oro, di cui uno d’Oro alla carriera, il prestigioso premio istituito dall’Associazione Design Industriale, 14 sono le sue opere presenti al MoMA di New York, e decine le sue creazioni immortalate in alcune tra le più famose opere letterarie e cinematografiche di tutti i tempi, come la lampada da tavolo Taccia protagonista di un fumetto di Diabolik e la Arco presente nei film Iron Man e Agente 007 – Una cascata di diamanti, solo per elencarne alcuni.

La visita guidata dello studio si snoda attraverso l’archivio dove sono custoditi gli oggetti anonimi che Achille Castiglioni amava raccogliere e da cui sono nate molte delle sue creazioni più famose (come Lampadina, realizzata per Flos, il cui avvolgi filo alla base è ispirato ad una bobina per pellicole cinematografiche, oppure, tra le sedute, lo sgabello Mezzadro, realizzato con un sedile traforato da trattore), la sala riunioni, l’open space occupato dai tavoli da disegno e dai tecnigrafi, sino allo studiolo riservato ai prototipi.

E se amate gli atelier storici, altri due indirizzi must-see sono gli studi museo di Vico Magistretti e Franco Albini.


A circa un quarto d’ora a piedi dalla Fondazione Achille Castiglioni, vicino alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, si trova Aimo e Nadia bistRo, meravigliosa unione tra il gruppo punto di riferimento della cucina gourmet italiana da oltre 50 anni e Rossana Orlandi, una delle più influenti guru del design al mondo. Lo spazio, mecca del Fuorisalone, rispecchia lo stile e la creatività della gallerista milanese con pezzi vintage accostati a produzioni firmate da brand emergenti da lei scoperti in un ambiente caratterizzato da carte da parati, tessuti e imbottiti Etro Home.



Il nostro itinerario prosegue in un altro quartiere oggi al centro di un grande fermento culturale: ci spostiamo, infatti, nell’area situata tra via Ceresio e via Bramante, dove a maggio 2021 ha aperto il nuovo Museo del Compasso d’Oro che narra tutta la storia del più antico e prestigioso premio internazionale dedicato al design industriale in un unico, affascinante luogo di archeologia industriale.



L’ADI Design Museum, gestito dalla Fondazione ADI Collezione Compasso d’Oro, istituita nel 2001 da ADI – Associazione per il Disegno Industriale, racconta, infatti, oltre 2500 progetti e oggetti che negli anni sono stati insigniti del premio Compasso D’Oro o ne hanno ricevuto la menzione d’onore.

Nelle grandi sale open space si possono vedere alcune delle più famose icone di italianità, dalla stupenda Ferrari F12 Berlinetta progettata da Pininfarina e Flavio Manzoni, Compasso d’Oro nel 2014, al primo abito confezionato completamente senza cuciture dalla designer milanese Nanni Strada, Compasso d’Oro nel 1979, che aprì la strada alla mitica moda anni ’80 degli abiti colorati fascianti. Dopo una visita al museo, è d’obbligo, proprio di fronte, una pausa da Ceresio 7 Pools and Restaurant. Nato nel 2013, da un’idea del duo creativo Dean e Dan Caten, stilisti di Dsquared2, è stata la prima terrazza con piscine e rooftop a Milano ed è oggi uno dei locali simbolo del panorama milanese.

Oltre ad offrire, infatti, due piscine con vista a 360 gradi sugli edifici più iconici dello skyline milanese, dall’Unicredit Tower al Bosco Verticale, vanta un bellissimo interior design ispirato al Made in Italy degli anni ’40 caratterizzato da nuance sofisticate, come l’ottanio e il carminio, e materiali tipicamente deco: l’ottone, il marmo e il legno effetto vintage.




Proseguendo a piedi da via Ceresio, si può scendere verso Corso Garibaldi per godersi una delle più belle passeggiate milanesi, sino al quartiere di Brera.

Per gli amanti del design, questo è un vero e proprio triangolo d’oro dove si trovano alcuni tra i più bei ristoranti della città e flagship store di alcuni tra i più importanti brand di home decor.


Un indirizzo must per dormire in zona, nella centrale Piazza della Repubblica, è il ME Milan Il Duca, inaugurato nel 2015 e decorato con il meglio del design Made in Italy, dalle lampade Atollo di Vico Magistretti, Compasso d’Oro 1979, alle poltroncine di Gio Ponti recentemente rieditate da Molteni & Co. Oltre a prenotare una delle bellissime suite, si può pranzare o fare l’aperitivo al Rooftop Bar che, situato al 10 piano, offre una delle viste più belle della città.