ALLA SCOPERTA DELL’ISOLA DELLA GIUDECCA
- 6 ago
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Tra orti segreti, icone mondiali dell’ospitalità e alto artigianato
A cura di Lavinia Colonna Preti, Direttore Editoriale Luoghi Secrets
Separata dal cuore di Venezia dal profondo canale che le dà il nome, l’isola della Giudecca è da sempre un affascinante mondo a sé stante. Se nel Rinascimento era il luogo delle delizie, dove nobili e intellettuali si isolavano tra giardini segreti, nell'Ottocento la Giudecca ha vissuto una straordinaria epopea industriale, trasformandosi nell'anima produttiva di Venezia con mulini, fabbriche e cantieri.
Oggi, l'isola continua a custodire questa doppia anima in cui il fascino della Venezia più autentica dialoga con l’arte contemporanea internazionale e il lusso dell’ospitalità senza tempo.

Il nostro viaggio non può che iniziare sulla punta orientale dell'isola, laddove la laguna si apre verso San Giorgio Maggiore. Qui sorge l'Hotel Cipriani, A Belmond Hotel, Venice, una delle icone dell’ospitalità mondiale.
Fondato negli anni Cinquanta da Giuseppe Cipriani, già inventore dell'Harry's Bar e oggi di proprietà del gruppo LVMH, varcare la sua soglia significa entrare in un mondo parallelo fatto di giardini profumati, una leggendaria piscina olimpionica d'acqua salata e un'eleganza senza tempo che ha ammaliato dive del cinema e reali di tutto il mondo.
Poco più avanti, passeggiando lungo le ampie fondamenta, ci si ferma da Harry’s Dolci, luogo d’elezione per un pranzo o una cena dove assaggiare i celebri piatti di Arrigo Cipriani, ammirando le barche che scivolano lente sul canale.
Tra le specialità da provare spiccano i tagliolini gratinati con il prosciutto e il celebre Bellini originale, preparato con nettare di pesche bianche rigorosamente fresche e schiacciate a mano, unito al Prosecco.
Continuando la passeggiata si incontra la Casa dei Tre Oci, splendido palazzo neogotico che cattura lo sguardo con le sue grandi e insolite finestre a forma di occhio, progettate dall’artista Mario De Maria all’inizio del Novecento in memoria della figlia scomparsa.
Oggi la Casa dei Tre Oci ha aperto un nuovo capitolo della sua storia diventando la sede europea del Berggruen Institute, trasformandosi in un prestigioso centro internazionale dedicato alla filosofia, all’arte e alla cultura contemporanea.
Poco distante, racchiuso dietro una facciata firmata dal genio di Andrea Palladio, sorge il nuovo Airelles Palladio Venice. Antico convento cinquecentesco trasformato in un hotel di straordinario fascino, custodisce al suo interno monumentali giardini segreti e una SPA d'avanguardia, dove il silenzio e la bellezza storica regalano una profonda sensazione di rigenerazione.
La struttura ospita anche alcune eccellenze gastronomiche, come Zitelle Bacaro, elegante bacaro con dehors affacciato su Piazza San Marco, e abc kitchens Palladio, il ristorante firmato dallo chef Jean-Georges Vongerichten, con la pasticceria di Cédric Grolet.
Prima di addentrarsi nel cuore dell'isola, vale la pena fare una piccola deviazione verso Oci Venezia, laboratorio artigianale dove prendono forma scarpe e borse ispirate alle geometrie della città lagunare.
Tra intrecci di pelle realizzati interamente a mano su forme di legno, ogni creazione richiama i motivi dei sagrati veneziani e le facciate in mattoni bicolori dei palazzi storici, trasformando l'antica tradizione dei caleghèri in un raffinato esempio di design contemporaneo da indossare.
A metà della fondamenta, la maestosa facciata della Chiesa del Redentore, eretta come ex-voto per la fine della terribile peste del 1576, segna l'ingresso nella Giudecca più intima. Nascosta lungo un tranquillo canale interno, la Trattoria Altanella è un'istituzione dal 1920. Gestita con passione dalla stessa famiglia da generazioni, vanta una deliziosa terrazza in legno (altanella, appunto) sospesa sull'acqua.
Qui si pranza all’ombra, assaporando i piatti che hanno fatto la storia della cucina lagunare come le seppie al nero con polenta, il baccalà mantecato e gli gnocchetti fatti in casa con il pesce, amati nel tempo da intellettuali del calibro di Ezra Pound. Proprio dietro l'imponente struttura del Redentore si cela In Venetia Hortus Redemptoris, l’antico Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore che è stato restaurato da Venice Gardens Foundation e per la prima volta nella sua storia aperto al pubblico con un caffè vista Laguna.
Per chi desidera spingersi oltre la semplice visita, l'anima gourmet dell'isola si esprime nel progetto Venetian Table: corsi di cucina, cultura e convivialità firmati da Lisa Esclapon de Villeneuve e Patrizia Lombardi. Un'esperienza immersiva ed esclusiva all'interno di una splendida dimora privata, dove si impara l’arte della vera cucina veneziana partendo dalla scelta delle materie prime stagionali e un tuffo nella storia della Giudecca.
Proseguendo verso la zona industriale ottocentesca, si incontra il luogo dove vive la leggenda di Mariano Fortuny. Nella storica Fabbrica Fortuny, fondata nel 1921, i celebri tessuti di cotone stampato vengono ancora oggi prodotti gelosamente utilizzando i macchinari e i processi segreti ideati dall'artista catalano. Adiacente alla fabbrica, la splendida Palazzina Fortuny accoglie gli ospiti in uno showroom che sembra un museo privato, tra complementi d'arredo e opere d'arte che decorano le dimore più esclusive del pianeta.
Poco distante, l'archeologia industriale si tinge di contemporaneo. All'interno di ex magazzini per lo stoccaggio del sale e della birra, sorgono lo Spazio Punch e CREA Cantieri del Contemporaneo. Questi spazi indipendenti sono il fulcro della sperimentazione visiva alla Giudecca, ospitando mostre d'avanguardia, laboratori artistici, progetti editoriali e residenze d'artista che attirano curatori da tutto il mondo.
Qui, nel cuore della Giudecca artigiana, il Cantiere Nautico Crea guidato dal maestro d'ascia Gianfranco Crea rappresenta uno degli ultimissimi baluardi della costruzione tradizionale delle imbarcazioni veneziane. Vedere da vicino la nascita di una gondola (o commissionarne una!), un capolavoro asimmetrico composto da 8 legni diversi, è un'emozione rara, un viaggio nel cuore pulsante dell'ingegneria lagunare. Il nostro viaggio si conclude laddove l’isola mostra con più orgoglio il suo passato industriale: al Ristorante Aromi, situato all'interno del maestoso complesso del Molino Stucky, un imponente mulino ottocentesco in stile neogotico sapientemente restaurato, oggi hotel a 5 stelle, l’Hilton Molino Stucky. Accomodarsi nella sua terrazza esterna, proprio in riva al Canale della Giudecca, offre una vista ineguagliabile su Venezia mentre il cielo si tinge di rosa e oro. Qui, una cucina raffinatissima d'ispirazione mediterranea accompagna la fine di una giornata perfetta, trascorsa alla scoperta dell'isola più nobile, autentica e segreta della laguna. Lasciandovi con uno dei tramonti più belli di Venezia, arrivederci al prossimo “Itinerario Secrets”!




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