I social network hanno rivoluzionato le nostre vite: siamo consapevoli della loro influenza?

I social network hanno rivoluzionato le nostre vite: siamo consapevoli della loro influenza?


“carpe diem”, dicevano i latini. forse dovremmo ricordarcelo di più… non per immortalare quell’attimo in un post instagram. per viverlo: quell’attimo è uno solo.



“Devo organizzare la festa di mio figlio di 5 anni a tema spiderman, ma non so da dove cominciare… quasi quasi do un’occhiata a pinterest, magari mi viene qualche idea diversa dal solito.” “devo andare ad un matrimonio a maggio e non ho idea di cosa mettere… vediamo se sul feed instagram di quella blogger carina c’è qualche spunto.” “vorrei aprire uno shop on line, ma non so proprio come fare: forse su quella community facebook che seguo posso trovare qualche dritta…”


Sembrano situazioni familiari, vero? lo sono, per moltissimi di noi. e mi sono fermata solo ai tre social network probabilmente più conosciuti e più utilizzati, tralasciando volutamente i sistemi di messaggistica istantanea come whatsapp e telegram, sul cui utilizzo si potrebbe scrivere un trattato. Sia per noi adulti che per i nostri figli, in particolare per gli adolescenti, questi nuovi media rappresentano ormai la quotidianità. Ma siamo consapevoli del peso che hanno sulle nostre vite? Sappiamo fino a che punto possono influire sul nostro approccio al mondo? Il confronto con i modelli proposti dai social è sempre più invasivo. Una volta, questo compito era delegato alla pubblicità: affissioni, manifesti, pagine di giornale ci dicevano cosa comprare, in che locali andare, come vestirci. Ora questa attività spetta agli influencer, la cui potenza, in termini di marketing, è stata da tempo annusata (e sfruttata) dalle aziende: sono più incline a seguire un consiglio se mi viene dato da una persona che mi assomiglia e di cui mi fido. Facile ed efficace.

Se per un adulto una situazione di questo tipo può “semplicemente” ledere l’autostima, proviamo a riflettere su cosa questo possa comportare per un adolescente, il cui gusto e carattere e la cui capacità di discernere autonomamente si stanno formando. Pensate cosa possa voler dire per una ragazza non esattamente filiforme doversi confrontare quotidianamente non solo in classe con altre compagne il cui fisico è migliore del proprio (o almeno così lo percepisce lei), ma anche sul web: Facebook, Instagram, Snapchat… un continuo senza tregua. Da qui, il passo per scivolare nelle pieghe più tragiche del cyberbullismo è breve.

Senza voler arrivare a questi estremi, proviamo semplicemente a chiederci quanto tempo passiamo a guardare le stories di Instagram, a scorrere la bacheca di Facebook. Perché lo facciamo? Cos’è che ci manca? Di cosa siamo curiosi?

Un conto è voler prendere spunto, ispirarsi, lasciarsi consigliare. Un altro paio di maniche è vivere la nostra vita in funzione di questi social, di come verremo giudicati per quello che postiamo, per l’angolazione che avrà una nostra foto, per il locale in cui siamo andati al sabato sera.

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