IMPERFEZIONI CUTANEE
- 2 giorni fa
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a cura di dott. Matteo Stocco Chirurgo e medico estetico, Clinica Kalèrga
Oggi si affrontano con un approccio integrato e progressivo, basato su trattamenti ambulatoriali di medicina estetica e dermocosmesi domiciliare.
Cicatrici da acne, macchie solari, pelle lucida o con pori dilatati sono tra i motivi più frequenti di consulto in ambito dermatologico ed estetico. Non si tratta soltanto di un disagio estetico: spesso queste condizioni riflettono processi infiammatori, alterazioni della produzione di melanina o squilibri della funzione sebacea. L’approccio moderno non è più orientato alla semplice correzione superficiale, ma alla comprensione del meccanismo biologico che ha generato l’imperfezione. Solo intervenendo sulla causa, infatti, è possibile ottenere un miglioramento stabile e naturale. Come spiega il dottor Matteo Stocco, chirurgo plastico e medico estetico, con una lunga esperienza maturata in Italia e all’estero e titolare di una clinica di medicina estetica, laser e dermatologica a Padova.
CICATRICI DA ACNE:INTERVENIRE SULLA QUALITÀ DEL DERMA
“Le cicatrici acneiche sono l’esito di un’infiammazione profonda che ha danneggiato la struttura del derma. Nelle forme atrofiche, le più comuni, il tessuto appare infossato perché il collagene è stato distrutto o prodotto in modo disorganizzato durante la fase di guarigione. Oggi il trattamento si basa principalmente sulla stimolazione controllata della rigenerazione cutanea. Tecnologie come il laser frazionato creano microzone di stimolo termico che inducono la produzione di nuovo collagene, migliorando progressivamente la compattezza e la texture della pelle. Anche il microneedling medicale agisce con un principio simile: microperforazioni calibrate attivano i meccanismi di riparazione naturale del tessuto. In alcuni casi – prosegue Stocco – la bioristrutturazione con acido ialuronico o con stimolatori del collagene contribuisce a migliorare la qualità dermica dall’interno. Il risultato non è l’eliminazione totale della cicatrice – che raramente è possibile – ma una pelle più uniforme e regolare, con una riduzione visibile delle irregolarità”.
MACCHIE SOLARI E DISCROMIE: TRATTARE IL PIGMENTO CON PRECISIONE
“Le discromie cutanee, come lentigo solari, melasma o iperpigmentazioni post-infiammatorie, derivano da un’alterazione nella distribuzione della melanina. L’esposizione solare non protetta è una delle cause principali, ma possono contribuire anche fattori ormonali o infiammatori. In questi casi il trattamento deve essere mirato e personalizzato. I laser selettivi per il pigmento frammentano la melanina in particelle più piccole che vengono poi eliminate fisiologicamente dall’organismo. In alternativa o in combinazione, peeling chimici specifici favoriscono il turnover cellulare e aiutano a uniformare il colorito. Fondamentale è l’integrazione con una dermocosmesi adeguata. Sieri e creme contenenti niacinamide, vitamina C, retinoidi o acido tranexamico agiscono sulla regolazione della produzione di melanina e sulla prevenzione delle recidive. In ogni protocollo, la fotoprotezione quotidiana rappresenta un passaggio imprescindibile: senza protezione solare costante, anche il trattamento più efficace rischia di perdere stabilità nel tempo”.
PELLE GRASSA E SEBACEA:RIEQUILIBRARE LA FUNZIONE, NON AGGREDIRE
“La pelle a tendenza grassa è caratterizzata da una produzione aumentata di sebo e spesso da pori dilatati e lucidità diffusa. Un errore comune è trattarla con prodotti troppo aggressivi, che impoveriscono la barriera cutanea e stimolano una reazione compensatoria con ulteriore produzione sebacea. L’approccio corretto è quello del riequilibrio funzionale” spiega ancora Stocco. “Peeling delicati con acido salicilico o altre sostanze sebo-regolatrici aiutano a mantenere i pori liberi senza compromettere la barriera. Tecnologie laser non ablative possono migliorare la grana cutanea e ridurre visivamente i pori dilatati. Anche trattamenti iniettivi leggeri, orientati a migliorare l’idratazione profonda, contribuiscono a stabilizzare la funzione cutanea. La dermocosmesi moderna svolge un ruolo centrale: formulazioni con niacinamide, zinco, retinoidi o attivi riequilibranti agiscono sia sull’infiammazione sia sulla regolazione del sebo. L’obiettivo non è “asciugare” la pelle, ma riportarla a una condizione di equilibrio stabile”.

UN APPROCCIO INTEGRATO E PROGRESSIVO
“La gestione delle imperfezioni cutanee oggi si fonda su un’integrazione tra trattamenti ambulatoriali e cura domiciliare” conclude Stocco. “Le tecnologie mediche stimolano e correggono; la dermocosmesi mantiene e stabilizza. Ogni protocollo deve essere personalizzato in base al fototipo, all’età, alla storia clinica e alle abitudini di vita del paziente. I risultati più soddisfacenti non derivano da un singolo trattamento isolato, ma da un percorso graduale che migliora progressivamente la qualità della pelle. L’obiettivo non è raggiungere una perfezione artificiale, ma ottenere una pelle più uniforme, sana e funzionalmente equilibrata. Quando la qualità cutanea migliora, anche l’aspetto complessivo del volto appare più armonico e naturale”.








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