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LA SOCIETÀ DOPAMINERGICA

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La veste della società odierna

a cura di Dott.ssa Giada Caudullo, Psicologa Clinicae Dott.ssa Mariangela Zane, Biotecnologa Ph.D. e naturopata



È trascorso un sessennio dalla pandemia che ha segnato un momento storico, sociale e sanitario di rilevanza mondiale. L’aspetto umanistico, culturale e relazionale si è contraddistinto da importanti cambiamenti sia nella vita personale che professionale delle persone. Tutto è diventato più rapido, più flessibile, ancor più multidimensionale e la tecnologia in particolare si è estesa a nuove procedure online che stanno influenzando profondamente il modo di relazionarsi sia realmente che virtualmente. Ogni fascia d’età è stata inevitabilmente sottoposta al tema dell’iperconnettività e quindi a una contrazione della realtà del quotidiano, che in qualche modo modifica il modo di reagire, la risposta agli stimoli e la sensazione di completezza di un vissuto, di un’azione, di un gesto o di un comportamento.

Viene denominata dopaminergica questa “nuova” società rispetto a qualche decennio fa, in quanto l’esigenza o l’urgenza del nuovo modo di rapportarsi, per stare al passo con la modernità, richiama ciò che accade nel nostro cervello quando è coinvolta la dopamina, una delle molecole denominata neurotrasmettitore, che regola numerosi processi dell’organismo legati a vissuti di gratificazione (alimentazione, sonno, piacere), ma anche a vissuti legati alla frustrazione e alla modulazione degli stimoli stressogeni. La dopamina regola, inoltre, le funzioni legate al movimento e altresì le sensazioni che si provano in una routine di pratica di attività motoria; processi pertanto legati a motivazione e ricompensa insiti nella natura umana e sociale, che nella contemporaneità assumono un carattere particolarmente comune e spiccato, perché così frequente nella vita di oggigiorno. Per perifrasare, pensiamo per esempio agli atteggiamenti del “mordi e fuggi” che sempre più caratterizzano la società e della moltitudine e brevità delle relazioni, come delle difficoltà nel perpetuarle, nutrirle e costruirle.

Le caratteristiche di una società cosiddetta dopaminergica si incontrano di sovente nella ricerca di gratificazione istantanee, tramite l’utilizzo compulsivo per esempio dei social media, dei device, mantenendo alta attenzione e coinvolgimento e aumentando la richiesta di soddisfacimento proveniente da nuovi stimoli, portando a forme di superficialità e scarsa resilienza nella gestione di determinate attività, che richiedono di riuscire a non distrarsi facilmente. Può altresì accadere di sperimentare un sovraccarico cognitivo ed emotivo, sentendosi sopraffatti dalla quantità di informazioni da gestire e dall’incapacità di filtrare gli stimoli irrilevanti, a sfavore di quelli più importanti, con dispersione dell’energia, interruzioni e difficoltà di concentrazione.


COME SI PUÒ RITROVARE E MANTENERE L’EQUILIBRIO NELLA SOCIETÀ DOPAMINERGICA?

Praticando la meditazione, creando routine e obiettivi a medio-lungo termine, cercando di riservare l’uso della tecnologia nei momenti di lavoro o di svago, senza farsi sovrastare nelle altre attività quotidiane; coltivando abitudini sane, facendo esercizio fisico regolare e moderato e seguendo un’alimentazione equilibrata e ricca di vegetali, fibre, cereali integrali e povera di cibi raffinati, zuccheri ed alcol. Connettersi con la natura è inoltre una pratica rilevantissima per mente e corpo, ritagliandosi momenti detossificanti dall’inquinamento sia atmosferico che digitale.

Le pratiche di benessere modulano moltissime molecole del nostro corpo tra cui la serotonina, neurotrasmettitore che regola umore e felicità; creare consapevolezza e azioni mirate a questo equilibrio porterà ad una migliore gestione della società in cui viviamo in continua evoluzione.



 
 
 

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