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La mano, la grafia, la sua lettura, il fascino misterioso della grafologia

La mano, la grafia, la sua lettura, il fascino misterioso della grafologia

Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei: quanti aspetti affascinanti si nascondono dietro le nostre mani e quante cose si possono scoprire attraverso la nostra scrittura? Se è vero che siamo come scriviamo, la grafia è l’encefalogramma del nostro cervello e attraverso il nostro modo di scrivere si identificano la nostra personalità e il nostro stato d’animo.



A partire da oggetti familiari come carta e penna e attraverso semplici segni grafici, è possibile analizzare la sfera intellettiva, affettiva e volitiva di ciascuno di noi e descriverne le caratteristiche, il modo di relazionarci con gli altri e con noi stessi, la nostra volontà nel prendere decisioni e la nostra capacità di difesa.

Scrittura ordinata o caotica, con slanci o timorosa, con segni di curiosità aperta o di attenzione concentrata solo su di sé? Ogni individuo manifesta attraverso questa forma di linguaggio non verbale la propria parte più intima, quella che gli altri non percepiscono dalle sole manifestazioni esteriori. La grafia di ognuno di noi è, infatti, unica e inimitabile in quanto il gesto grafico da cui proviene è la riflessione personale di certi meccanismi neuromuscolari personalizzati e pertanto automatizzati nel tempo. Una volta appreso come scrivere durante gli anni della scuola primaria, ognuno di noi sviluppa nella propria grafia certe personalizzazioni del tratto grafico tali da rendere la propria scrittura inevitabilmente individuale e semplicemente unica.

Quand’anche la scrittura subisse delle variazioni grafiche dovute all’età che avanza o all’insorgere di qualche patologia, nella grafia di ogni persona rimangono comunque impressi i segni grafici individualizzanti che rendono la scrittura propria di quella persona e di nessun’altra.

È per questo motivo che la grafia non mente. Ed è per questo che sempre più spesso le aziende utilizzano l’analisi grafologica nei percorsi di selezione del personale, soprattutto per ruoli di tipo decisionale e manageriale. Tramite lo studio della scrittura di un soggetto, eseguito da personale competente e qualificato, si capiscono infatti molto bene l’approccio nella risoluzione dei problemi, le capacità decisionali, le attitudini, il rapporto con il gruppo di lavoro e con l’esterno, il tipo di apprendimento. Possono essere comprese anche altre peculiarità caratteriali e psicologiche, quali la resistenza allo stress, l’autonomia, la creatività e l’indole.

L’analisi grafologica viene anche spesso richiesta durante la valutazione di testamenti olografi, analizzando la capacità di intendere e volere del testatore al momento della stesura stessa.



Ma cosa vede, concretamente, il grafologo nei diversi tipi di scrittura? Ecco qualche esempio: Le lettere grandi indicano che una persona è piuttosto estroversa, socievole e che ama essere al centro dell’attenzione. Possono rivelare anche un falso senso di sicurezza e il desiderio di essere una persona diversa da quella che si è.

• Le lettere piccole possono suggerire che una persona è timida e schiva. Sono segno di meticolosità e di attenta concentrazione.

• Le lettere di dimensione media indicano che una persona è abile ad adattarsi e che sa affrontare ogni situazione. Si trovano a metà strada tra i due estremi.

• Se una persona scrive le parole molto vicine, significa che non gradisce rimanere sola. Probabilmente sceglie di circondarsi sempre di persone e potrebbe avere dei problemi a rispettare lo spazio personale degli altri.

• Chi lascia ampio spazio tra le parole e tra le lettere ama l’indipendenza e gli spazi aperti. Non apprezza essere soffocato e dà valore alla propria libertà.

• Chi lascia uno spazio maggiore sul lato sinistro della pagina vive nel passato.

• Chi lascia spazio sul lato destro, si preoccupa troppo del futuro e prova ansia, pensando a ciò che l’aspetta.

• Chi scrive sfruttando tutta la pagina ha una mente fervida e non riesce a stare fermo.

• Chi mette i puntini distaccati rispetti alla lettera “i” probabilmente ha un’immaginazione attiva, secondo gli esperti di analisi della scrittura. Una “i” con il puntino molto ravvicinato è il marchio di una mente organizzata e orientata ai dettagli. Se il puntino è spostato verso sinistra, potrebbe essere un procrastinatore. Infine se il puntino assomiglia più ad un cerchietto probabilmente ha qualità giocose e infantili.

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