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Neuroscienza: la nuova frontiera del benessere in ufficio

Neuroscienza: la nuova frontiera del benessere in ufficio

È scientificamente provato che il Benessere psicofisico dei dipendenti e quello organizzativo dell’impresa siano il cardine di un’azienda che funziona e che mette le proprie risorse umane al centro. In quest’ottica la neuroscienza è un supporto sempre più utilizzato da imprenditori e hr per migliorare e far progredire la struttura, sia in termini di profitti che di salute del personale, due aspetti che vanno sempre più di pari passo.



La recente pandemia e l’attuale situazione internazionale hanno acceso le luci sul problema della salute mentale: sempre più persone soffrono, infatti, di ansia, paura, depressione, sia nella sfera personale che sul luogo di lavoro. È per questo che le aziende negli ultimi tempi stanno allargando la sfera del welfare aziendale anche al benessere psicologico, sia con servizi come il supporto psicologico per i propri collaboratori e dipendenti, sia con webinar, con approfondimenti e momenti di formazione dedicati alla salute psicologica, emotiva e comportamentale, alla promozione del wellness, del cambiamento positivo, dell’empowerment. Stare bene sul luogo di lavoro è diventato un must have di ogni impresa, tanto che oggi, prima ancora che allo stipendio, i candidati guardano prima di tutto ai servizi di welfare aziendale che favoriscono un migliore work life balance, scegliendo preferibilmente le aziende capaci di mettere le risorse umane al centro della loro filosofia e strategia di crescita.



NEUROSCIENZA: UN SUPPORTO PREZIOSO PER LA GESTIONE DELLE IMPRESE


È proprio in quest’ottica che anche la neuroscienza ha fatto il suo ingresso in azienda. Le Neuroscienze sono l’insieme degli studi scientificamente condotti sul sistema nervoso. Oltre ad essere un ramo della biologia, includono alcune competenze di altri ambiti quali la fisica, la chimica, la statistica, e hanno punti di contatto anche con materie quali le scienze cognitive, l’informatica, la psicologia, la sociologia, la semiotica, la linguistica, la comunicazione, il marketing, l’ingegneria e la filosofia.

Se l’organizzazione aziendale e della leadership sono state studiate a lungo in ambito economico, sociale e psicologico, oggi, grazie al nuovo approccio neuroscientifico e al concetto di “benessere organizzativo”, le imprese possono riscontrare ulteriori progressi sulla formazione dei talenti, sulla struttura organizzativa generale e sulla promozione di un ambiente di lavoro atossico, con un livello di stress non problematico e un benessere generale dei dipendenti. Comprendere le persone e i loro comportamenti, capire quali strumenti utilizzare per spingerli nella giusta direzione e farle crescere nel modo migliore, saper interpretare e gestire le emozioni, lavorare sulle competenze emotive e comportamentali, diventano tutti aspetti fondamentali per mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei collaboratori a tutti i livelli e in tutti i ruoli e promuovere la crescita in termini di produttività. È ormai assodato, infatti, che le realtà più efficienti e con un rendimento migliore sono quelle con dipendenti maggiormente soddisfatti e un clima interno sereno e partecipativo.

Ma in che modo le neuroscienze aiutano manager e imprenditori a scegliere lo stile di gestione più efficiente e i lavoratori ad avere un atteggiamento positivo, orientato alla pro-attività e al cambiamento?

Puntando sul fatto che i comportamenti modificano in parte il cervello e che la ripetizione frequente di un’azione cambia la struttura delle reti neuronali creando dei modelli a lungo termine. Per questa ragione, una routine tossica, con abitudini malsane e atteggiamenti negativi e pessimisti, favoriscono un circolo vizioso e alla lunga problematico. Con l’attivazione di un circuito virtuoso di azioni e sfruttando la capacità di adattamento del cervello, invece, è possibile avere realmente il controllo degli input e agire concretamente sulle cause di malessere.

Un insieme di azioni positive ripetute in un ambiente di lavoro disteso libera da uno stato di inerzia e porta ad avere un atteggiamento produttivo in azienda.

Lavoratori felici offriranno prestazioni migliori, in termini di produttività e di vendite, e riceveranno migliori valutazioni.



IL NEUROMARKETING: DAL BENESSERE DEL DIPENDENTE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE


L’approccio neuroscientifico può essere un valido strumento strategico anche in termini di marketing e pubblicità. Oltre a migliorare l’ambiente di lavoro, le relazioni tra colleghi e con i manager, lo studio dei comportamenti del nostro cervello può aiutare anche a scegliere e comprendere meglio le diverse strategie di comunicazione pubblicitaria e digitale. Il neuromarketing misura l’attenzione, il coinvolgimento emotivo e l’attivazione della memoria da cui derivano intenzionalità, novità e comprensione. Studiare le emozioni dei propri utenti e ciò che accade nel loro cervello in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità, diventa così un supporto importantissimo per determinare le strategie che spingono all’acquisto: un utente felice e gioioso ha sempre un effetto positivo sulle vendite on line, anche se questo avviene sempre a livello del subconscio, ed è qui che tramite immagini d’impatto e storytelling emozionanti si accompagnano ad essere felici. Basti pensare che il nostro cervello riesce a processare 60 volte più velocemente le immagini invece che un testo e che il 92% dei consumatori vuole che si crei una storia intorno al brand: per questo i professionisti del marketing creano contenuti visivi accattivanti e d’impatto per raccontare marchi e prodotti che stupiscano e conquistino i potenziali acquirenti.

Il futuro delle aziende di successo sta andando in questa direzione.

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