Masi: un'eccellenza dal Veneto al mondo

Masi: un'eccellenza dal Veneto al mondo

Raccontare la storia di quest’azienda è un po’ raccontare un pezzo della storia del vino italiano, non solo perché Masi mette in bottiglia l’Amarone da oltre sei generazioni, ma anche per l’attenzione alla filiera e al territorio di questo grande produttore italiano di vino, unita ad uno sguardo innovativo al futuro e ai mercati mondiali.



La storia di Masi è la storia di una famiglia e dei suoi vigneti nelle Venezie. Il nome stesso deriva dal “Vaio dei Masi”, la piccola valle acquisita in Valpolicella – territorio adagiato sulle colline tra il lago di Garda e Verona tuttora sede storica dell’azienda – alla fine del XVIII secolo dalla famiglia Boscaini, a tutt’oggi proprietaria. Nel tempo l’azienda è cresciuta con un ambizioso progetto di espansione: la creazione di un polo di eccellenze di territorio, unendo le migliori esperienze e tradizioni vitivinicole delle Venezie e recuperando il valore di nobili casati nel Triveneto, legati dalla comune cultura e tradizione vitivinicola. Negli ultimi 40 anni l’azienda ha infatti avviato la gestione di alcune tenute di pregio nell’area originaria della Valpolicella Classica con i conti Serego Alighieri, discendenti del grande Poeta, in Trentino con i Conti Bossi Fedrigotti e in Valdobbiadene con la famiglia Caramel per la produzione di pregiati spumanti.

È il Presidente, Sandro Boscaini, che rappresenta oggi la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con l’Amarone un’eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo, a raccontarci i segreti di questo successo. “Il merito è sicuramente dei progressi tecnici e dell’alta qualità dei vini, risultato dell’intenso lavoro di controllo e consulenza interna svolto dal Gruppo Tecnico Masi, un team di esperti in viticoltura, enologia e marketing da anni impegnato nella ricerca con l’obiettivo di ripristinare, attualizzandola, l’eredità viticola ed enologica dei vini delle Venezie. Masi Agricola produce vini di pregio, ancorati ai valori del territorio di origine, utilizzando principalmente uve e metodi autoctoni, con costante aggiornamento tecnologico. Ne derivano prodotti in cui è esaltata l’unicità e la personalità di ogni singolo vino nel mantenimento di un preciso stile. Il segreto sta tutto nell’appassimento, una tecnica in vigore nelle Venezie sin dai tempi dei Romani, che consiste nel far riposare le uve nei mesi invernali su graticci di bambù prima della vinificazione. Oggi la utilizziamo nella produzione della maggior parte dei nostri vini, in particolare per i cinque Amaroni tra cui l’iconico Costasera, ma anche, tra gli altri, per il Campofiorin e il Masianco”.


Nell’ottica di un bere consapevole e di sapere cosa si beve, com’è cambiato l’Amarone nel tempo?


“Uso definire gli Amaroni Masi “vini moderni dal cuore antico” spiega ancora Boscaini. “Abbiamo lavorato concettualmente e tecnicamente per mantenere tutti i valori del passato e rendendo però la fruibilità di questo grande e nobile prodotto attualissima in termini di bevibilità, di abbinamento enogastonomico e di piacevolezza. Sul mercato si trovano più di 200 differenti etichette di Amarone. Alcune vestono prodotti di sicuro pregio, altre Amaroni minimali destinati al mercato del largo consumo, poche rappresentano il fascino della storicità di questo originale vino, che sa dare un’emozione unica. Per noi come per poche altre decine di famiglie l’Amarone è parte di un DNA trasmesso nelle generazioni che lo hanno prodotto con arte e amore, anche quando non era apprezzato nei mercati”.


Masi Green


Il Gruppo pone da sempre un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente e un’attenzione particolare verso la salute dei consumatori, come parte integrante della cultura e della filosofia aziendale, impegnandosi a svolgere le proprie attività in modo sostenibile, in tutte le fasi della filiera produttiva: dai concimi e antiparassitari naturali, limitando i trattamenti alle effettive necessità, ai sistemi di filtrazione e depurazione all’avanguardia; dal riciclo e riduzione di sprechi nel confezionamento e imballaggio, all’utilizzo di pannelli solari nelle strutture aziendali per produrre energia, alla scelta dell’agricoltura biologica nei Poderi Bello Ovile in Toscana, a Canevel in Valdobbiadene e a Masi Tupungato in Argentina.



Gli Amaroni Masi sono “vini moderni dal cuore antico” perché racchiudono tutti i valori del passato ma sono molto attuali in termini di bevibilità, abbinamento enogastonomico e piacevolezza.


Masi Wine Experience


Aprire le porte non solo delle proprie sedi storiche in Valpolicella ma anche degli altri luoghi di accoglienza dove si possono cogliere l’anima e i valori dell’azienda: questo l’obiettivo con cui è nato il progetto strategico Masi Wine Experience, per il quale il Gruppo si è aggiudicato recentemente il premio Global Winner del Best of Wine Tourism 2019. Il concorso è dedicato alle eccellenze dell’enoturismo mondiale che premia i migliori progetti di valorizzazione turistica delle attività vitivinicole delle dieci capitali mondiali del vino (un riconoscimento che si aggiunge peraltro alla prestigiosa nomina di Cantina dell’Anno 2018 della guida Gambero Rosso). “L’obiettivo di questa iniziativa – racconta Boscaini – è quello di instaurare un contatto sempre più diretto con il consumatore finale per comunicare in modo più efficace le caratteristiche del marchio e i valori retrostanti, in termini vinicoli, ma anche più ampiamente culturali e di lifestyle”. Masi Wine Experience è presente in Valpolicella Classica (Foresteria e wine shop Serego Alighieri), Lazise del Garda (Masi Tenuta Canova), Valdobbiadene (wine shop Canevel), Zurigo (Zurich Masi Wine Bar) in Argentina (Masi Tupungato) e a Cortina con il nuovissimo Masi Wine Bar Al Druscié.


Dalla Valpolicella all’Oriente


Altra novità del Gruppo, lo sbarco da poco su WeChat, l’applicazione di messaggistica sviluppata dalla società cinese Tencent, la più diffusa in Asia. L’azienda vitivinicola di “Mr. Amarone” ha inaugurato con l’inizio del 2019 un suo profilo in cinese per consolidare la presenza nel mercato asiatico, che presidia da più di 20 anni. L’obbiettivo è quello di creare una “Masi Wine Community” per interagire direttamente con wine lovers e consumatori cinesi nella loro lingua, oltre a essere anche strumento di straordinarie potenzialità per lo sviluppo del marchio sul mercato asiatico di grande potenziale.



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