top of page

Royal Good Living: Stili di vita felici nel Regno di Norvegia

Royal Good Living: Stili di vita felici nel Regno di Norvegia


Terra faticosa di pescatori, contadini, esploratori, scrittori, musicisti e pittori: la Norvegia, un tempo poverissima, possiede oggi il Fondo Sovrano più grande del mondo. Non ha debito pubblico, né disoccupazione. Questa straordinaria ricchezza – concreta e non virtuale – sviluppata dai norvegesi dalle risorse di quella stessa terra mai abbandonata, non ha contaminato la cultura e gli stili di vita, che non hanno ceduto alla competizione, all’esibizione e all’inesausta necessità di sfide e prevaricazioni. Al contrario, è diventata potenza economica mondiale, investendo totalmente nella sfera umanistica, nella pace, nella socialità, nell’ecologia umana e naturalistica, a sostegno della felicità delle persone e non delle loro prestazioni, con ciò creando una nuova economia e una nuova modernità.



“Qui è tutto calmo e tranquillo, è una terra d’altri tempi e d’altri ritmi” racconta Luisa Boldrin Barnini, padovana che ormai da sette anni – quando il marito Carlo Barnini, veterinario ippiatra, fu invitato a trasferirsi lì da allevatori di cavalli – ha scelto questo Paese scandinavo.

Vivono a Stavanger, nella contea di Rogaland, nella parte sudoccidentale del Paese: è la loro seconda casa. “In ogni ambito è evidente che c’è molta tecnologia ma, nello stesso tempo, c’è estrema attenzione a preservare il ricordo, la tradizione. Il Good Living è proprio il mood della Norvegia, la sua dimensione”


UN PAESE GREEN, SOSTENIBILE, RICCO DI CULTURA


Poco battuto dal turismo italiano per ragioni legate all’assenza di connessione aerea diretta, il Paese offre splendide sfaccettature: dall’incantevole ed elegante Sud, dove si godono l’atmosfera della grandiosa tradizione letteraria norvegese di autori come Ibsen e Hamsum, le spiagge, le isole, i porti fiabeschi; all’Ovest, con la maestosità dei fiordi; fino alla magia dei paesaggi del Nord, con le aurore boreali e le città allegre e colorate. “Questo Paese merita ben più di una corsa forsennata in motocicletta per raggiungere velocemente Capo Nord, scattare qualche foto e subito fare ritorno” sottolinea Luisa.

La Norvegia è la meta ideale per chi ricerca una natura generosa nell’originalità e spettacolarità, negli affascinanti e immensi spazi aperti immensi; ma anche per chi vuole coniugare una vita sociale e culturale ricca, divertente e rilassante, in luoghi poco affollati.

È il posto ideale per viaggi green e sostenibili, anche in città ultramoderne ma prive di inquinamento, in totale armonia con la natura e con un passato che viene sempre onorato.



UNA SOCIETÀ COESA E PROGRESSISTA


“Parlare di felicità in Norvegia è giusto”, continua la nostra “guida” Luisa. “C’è un forte senso della comunità: quella che per molti può sembrare freddezza in realtà è rispetto per gli altri; i norvegesi non fanno tante domande perché temono di mettere a disagio l’interlocutore. L’educazione civica è espressa ai massimi e tutti danno il buon esempio, in una società coesa e progressista, in cui gli stranieri residenti sono il 30% dell’intera popolazione. Il sistema educativo norvegese è costituito dal “buon esempio pubblico”, generatore di fiducia reciproca fra Stato e Popolo, di cui Re Harald V è il protagonista. La società valorizza soprattutto i bambini: dal nido e fino ai primi anni della scuola primaria, educazione e didattica sono gestite quasi interamente all’aperto, con qualsiasi condizione climatica. Le famiglie sono mediamente numerose perché non ci sono praticamente spese di mantenimento: provvede lo Stato, fino all’Università. E anche i costi legati all’assistenza sanitaria pubblica sono più che abbordabili, anche in caso di interventi chirurgici ultra-specializzati. Inoltre c’è un bassissimo tasso di criminalità, principalmente concentrato nella capitale Oslo: noi usciamo di casa senza chiudere a chiave, per dire quanto ci sentiamo tranquilli”.

L’appartenenza al mondo rurale non ha mai cessato di essere un orgoglio nazionale, in particolare a Sud Ovest, dove, intorno ai fiordi, tutto il territorio è costellato di coltivazioni, allevamenti, serre.

“L’agricoltura qui è molto sostenuta: è una opzione professionale che non ha crisi, si vive bene anche solo vendendo latte e lana (qui tutti lavorano a maglia). Molti prodotti agroalimentari che non si possono produrre localmente arrivano dalla Spagna – Paese con il quale ci sono connessioni dirette – mentre l’Italia, prediletta dai norvegesi per la sua cucina, è incredibilmente assente da un mercato ricco di opportunità. La tutela delle produzioni locali è molto importante. Varietà di vegetali coltivate in serra, come i pomodori e le fragole, sono i protagonisti di campagne pubblicitarie, con affissioni che li promuovono: durante la loro stagionalità le importazioni vengono bloccate per preservare l’economia interna”, continua Luisa.


UNA CUCINA SEMPLICE


“I piatti tipici? Pochi e semplici, ma le carni arrostite, bollite o affumicate di manzo, pollo, maiale e pecora, poiché qui non vengono utilizzati mangimi industriali, hanno un grande sapore; il salmone, che viene sì allevato, ma direttamente nell’Oceano, è sorprendentemente saporito, così come i gamberetti, i granchi, le aragoste e vari altri crostacei.

La cucina norvegese non è molto fantasiosa e infatti casa nostra – mio marito è molto bravo come “chef” e spesso prepara per i nostri amici gustosissimi pranzi con prodotti locali ma con ricette tipiche italiane, in particolare siciliane – è frequentata quasi come una trattoria”, ride Luisa.



UN PAESE IN CUI, SEMPLICEMENTE, SI VIVE FELICI


“Qui si impara a respirare con i ritmi della natura e l’armonia è palpabile: si vive sereni e in semplicità.

L’informazione pubblica è attenta a non essere aggressiva e spaventosa, ma pacata. I limiti di velocità stradale sono rispettati rigorosamente. L’orario di punta del traffico è dalle 14.30 alle 15.30, perché la maggior parte delle persone torna a casa dal lavoro entro le 16, in questo modo c’è tutto il tempo per dedicarsi alla famiglia, allo sport ed altri hobby”.

A parlare del clima si fa presto a ragionare per preconcetti: il freddo, i lunghi mesi di buio…

“In realtà qui, nella costa sudoccidentale, il clima è molto mitigato dalla corrente del Golfo; certo, c’è spesso vento forte ma d’estate facciamo il bagno in mare, per dire. Il Sud è davvero fantastico: piccole spiagge, case bianche… Anche i mesi del buio sono suggestivi, perché tutto viene arredato con bellissimi luci e fiori, che rendono l’atmosfera affascinante”.

La lingua “norvegese” ha una caratteristica unica: possiede infatti due forme scritte e parlate, entrambe usate e riconosciute ufficialmente: il bokmal (letteralmente “lingua dei libri”, basato sulla lingua danese) e il nynorsk (è il frutto dell’unione di diversi dialetti rurali). “Ma tutti sanno parlare l’inglese, qui è la normalità. Io invece preferisco usare il norvegese: non è facile ma lo trovo più divertente e, anche se sbaglio… ci rido su!”

“La Norvegia è una sinfonia di colori intensi, su cui predomina il blu delle distese d’acqua, salata e dolce, che ovunque circondano, risuonano, illuminano e raccontano storie; il blu della luce - la blåtime, l’ora blu che, prima del tramonto, ammanta tutto – ogni giorno è un incantesimo indescrivibile.

Norvegia significa “la via per il Nord”, un’indicazione che oggi ha un contenuto rivoluzionario: il Mediterraneo ha perduto molto di tutto ciò che, nella storia, lo ha reso grande maestro di civiltà; ha perso la sua centralità dando la precedenza al Nord, ora capace – senza ostilità, prosperità e sicurezza – di generare prosperità e sicurezza, che consentono di vivere felicemente”, conclude Luisa.


Luisa Boldrin e il marito Carlo Barnini



13 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page